Vision:

La rete è una condivisione di saperi, conoscenze e sogni. Attraverso la condivisione, più cose sappiamo, più informazioni scambiamo, più differenze compariamo e più sarà possibile selezionare il buono e le alternative per ottenerlo.

sabato 28 novembre 2015

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La Sfida Del Web 2.0.





Il successo dei siti di Web2.0 è stato finora straordinario e, anche se è possibile un rallentamento del fenomeno nei prossimi anni (un atteggiamento prudente è doveroso alla luce del passato), esso è destinato a crescere e rimodellare la Rete trasformandola in un sistema di comunicazione molto più completo di come è tutt’oggi.

Il nuovo Web si fonda oggi, anche alla luce delle esperienze passate, su basi più solide.
Avere migliaia o milioni di accessi su un sito non significa necessariamente che chi vi naviga sia parte della comunità o sia disposto a ricevere segnali coerenti nello spazio in cui opera.

Oggi l’attenzione al cliente e l’impegno che viene compiuto per consolidare e soddisfare le comunità tende a specificare l’utenza del sito e consente analisi più approfondite per migliorare i servizi offerti a fronte di investimenti più ragionevoli e ponderat.

Se da una parte le nuove strategie si concentrano sulle opportunità di business, dall’altra lavorano per fornire e sviluppare servizi di alta qualità in modo da fidelizzare l’utenza; questo è l’elemento che consente di poter contare su basi solide per espandersi e far girare un volume d’affari sufficiente a garantire la sopravvivenza e la crescita nel futuro.

Con lo sviluppo dei nuovi sistemi di comunicazione tramite Internet sta crescendo in maniera esponenziale il volume dei contenuti e degli utenti. La vera sfida del Web 2.0 è quella della gestione e della possibilità di accesso ai contenuti, una sfida che il Web di per se stesso non è in grado di affrontare.

Lo dimostra proprio lo sviluppo delle nuove comunità che se da un lato aumentano vertiginosamente il numero di contenuti durante la loro interazione, dall’altro attraverso la presenza in rete sempre più continua dei membri selezionano, categorizzano e condividono/promuovono con altri singoli utenti i contenuti più interessanti, in un processo di riorganizzazione continua.

Con lo sviluppo del Web anche le forme di distribuzione pubblicitaria classiche ( e in una certa misura anche la forma e il loro contenuto) stanno cambiando e cambieranno in progressione. La fine dell’era dei Mass Media lascia il posto ai Custom Media, sistemi di comunicazione pre-impostati dell’utente che screma le informazioni sulla base dei suoi interessi/bisogni.

Si perde il vantaggio di comunicare a un numero molto alto di persone in modo assolutamente trasversale tipico dei media di massa, per guadagnare un pubblico d’ascolto selezionato, con una competenza specifica e bendisposto a ricevere il messaggio.

Inoltre nella struttura del Web2.0 vigono i principi di libera competizione e collaborazione propri dei sistemi Open Source: rispettando le stesse norme legali e a parità di know how: chiunque può prendere parte alla rete e lo scambio di informazioni utente–utente svela autenticità o fallacia delle informazioni/prodotti quasi in tempo reale.

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mercoledì 25 novembre 2015

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Web 2.0 Un Ecosistema Aperto


Il valore del Web 2.0 è molto importante ai fini economici: questo potenzia la lunga coda favorendo il pubblico e i servizi. A un'azienda capace di sfruttare tutto il potenziale di Web 2.0 si schiude uno scenario di elevati benefici di business. Innanzitutto "l'ecosistema aperto" dei processi, esternabili a terze parti o partecipabili dall'utente abilitato dalla piattaforma Web 2.0 a contestualizzare contenuti e servizi.

Possiamo, inoltre, immaginare modelli di processi innovativi: nel marketing, possibilità di sindacare capacità e contenuti, notifiche automatiche nelle attività di marketing, sviluppo di prodotti/servizi per comunità di clienti. Ma l'impatto maggiore è l'apertura a nuovi modelli di creazione del valore.

Secondo uno studio condotto dalla società Gartner, specializzata in analisi dei trend di mercato e dei prodotti, con Web 2.0, il basso punto d'entrata per competere sulla composizione applicativa e l'apertura alla partecipazione, crea un "economia di coda lunga".

Questa, favorisce l'ingresso di piccole aziende con prodotti meno cari che costringono i pochi venditori dominanti a calare i prezzi, l'effetto complessivo sposta il peso del mercato su un maggior numero di prodotti e servizi più granulari e riduce il numero di clienti "catturati" da un solo venditore.

Rispetto al canale di fatturato tradizionale (primo Web incluso), Gartner riconosce in generale che Web 2.0 consente un allargamento del ventaglio dei ritorni, sfruttando, oltre alla produzione di contenuto "in coda lunga", il business di aggregare l'accesso "ovunque e in qualsiasi momento" attraverso piattaforme multiple, nonché il finanziamento derivante dalla pubblicità mirata a gruppi di interesse.

Naturalmente sono da prendere in considerazione anche i risvolti negativi della questione. La vasta gamma di prodotti che circondano il consumatore gli consentono di scegliere quello che meglio si avvicina ai propri gusti. La ricerca volta a conoscere le preferenze degli utenti, che si addentra sempre più nello specifico, da parte delle aziende, rischia, però, di travolgere ed invadere l'intimità e la liberta del consumatore stesso.

Chi vende, infatti, vuole raccogliere informazioni personali sulla gente per adeguare la merce proposta e gli slogan. Grazie alle nuove tecnologie aumenta, poi, la probabilità che i consumatori rinuncino volontariamente alla propria riservatezza in cambio di allettanti offerte commerciali, dalle occasioni agli ultimi prodotti della moda suggeriti da pubblicità personalizzate.

Diventano necessari, dunque, opportuni filtri che salvaguardino l'incolumità degli utenti dal "bombardamento" tecnologico, affinché le innovazioni possano essere un efficace strumento per aumentare le interconnessioni tra gli oggetti e migliorare i rapporti umani.

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sabato 21 novembre 2015

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Il Mercato Unico E' Nel Web



L’unica grande area di crescita è il web, ma è un grande mare con milioni di destinazioni, ognuna delle quali si sottrae alla logica convenzionale dei media e del marketing.

Per fare un esempio, torniamo ad iTunes Store, che vende musica e podcast: la società ha la possibilità di contenere e vendere un numero molto elevato di brani musicali in quanto non costituiscono altro che bit all’interno di un database pressoché senza costi di magazzino e consegna.

E’ possibile che più questa aggiunga nuovi titoli alle proprie raccolte, surclassado gli inventari della maggior parte dei negozi di dischi e addentrandosi nel mondo delle nicchie e delle sottoculture, più riesca a vendere. Naturalmente le canzoni non vendono in grandi quantità, ma quasi tutte vendono almeno qualche copia e, grazie ai costi ridotti, tutte quelle “monovendite” e “bivendite” danno ugualmente i loro frutti.

Infatti, quando ai consumatori vengono offerte infinite scelte, si rivela la vera domanda ed essa risulta meno di massa di quel che si pensa. Naturalmente, questa massa di nicchie è sempre esistita; adesso, però, che i costi per raggiungerla stanno precipitando, è diventata una forza culturale ed economica con cui dobbiamo fare i conti. La gente sceglie le nicchie perché soddisfano meglio gli interessi specifici.

Tutti, in un aspetto o in un altro della nostra vita, coltiviamo interessi ristretti.

Il punto chiave nella nuova economia basata sulla Long Tail è che, in teoria, ciascuno può avere un pubblico. La Long Tail, infatti, non diventa mai zero. Per quanto noi possiamo allontanarci dai prodotti più venduti spostandoci verso quelli meno popolari, esisterà sempre qualcuno disposto ad acquistarne uno.

La coda lunga permette un’espansione di generi e stili differenti e un’analoga esplosione di nicchie di pubblico che ruotano attorno ad essi. Liberi dai limiti derivanti dallo spazio fisico, beni e servizi di nicchia possono essere economicamente attraenti allo stesso modo di quelli di massa.

In altre parole, piccoli mercati, che presi individualmente non vendono abbastanza bene attraverso la vendita tradizionale al dettaglio e la distribuzione delle emittenti, possono finalmente rivaleggiare con il grande mercato. Un altro esempio a cui possiamo pensare ci viene offerto dalla televisione: la grandezza della trasmissione radiotelevisiva è che può portare un programma a milioni di persone con un’efficienza incomparabile. Ma non può fare il contrario: portare un milione di programmi ad ogni persona. Ed è esattamente quello che internet riesce a fare così bene.

Le stazioni tv hanno spazi limitati, quindi il costo di acquisizione di ciascuno spazio è elevato; le stazioni pertanto scelgono programmi che garantiscono il massimo ascolto. Tuttavia, con la crescita del numero di stazioni tv e con la distribuzione dei programmi su canali digitali, la scelta dei programmi aumenta e con essa la diversificazione culturale.

Molte delle aziende internet devono il loro successo allo sfruttamento del principio della coda lunga nel loro modello economico. Tra le grandi compagnie spiccano eBay (aste), Yahoo! e Google (motori di ricerca), Amazon (vendita al dettaglio) e iTunes Store (musica e podcast), seguite da imprese minori quali Audible (audiolibri) e Netflix (videonoleggio).

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martedì 17 novembre 2015

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La Coda Lunga




L'espressione coda lunga, in inglese The Long Tail, è stata coniata da Chris Anderson in un articolo dell'ottobre 2004 apparso su «Wired Magazine» per descrivere alcuni modelli economici e commerciali come ad esempio Amazon.com, che si occupa della vendita al dettaglio, o Netflix, sistema di videonoleggio.
Essa non è altro che la curva statistica della distribuzione della ricchezza di Pareto in cui l’economista italiano aveva descritto l’ineguale ripartizione della ricchezza secondo la regola dell’80/20 (il 20% dei prodotti genera l’80% delle vendite, e di solito il 100% dei profitti). Questa curva rappresenta la curva di domanda standard che può essere applicata a qualsiasi tipo di industria.
La parte rossa della curva, popolazione ad alta frequenza o ampiezza, rappresenta i mercati di massa, mentre la parte gialla del grafico si riferisce alla coda lunga, popolazione a bassa ampiezza, che rappresenta il mercato delle nuove nicchie.


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Anderson sostiene che i prodotti a bassa richiesta o con ridotti volumi di vendita possono collettivamente occupare una quota di mercato equivalente o superiore a quella dei pochi bestseller o blockbuster, se il punto vendita o il canale di distribuzione sono abbastanza grandi. La regola dell’80/20, quindi, potrebbe sparire.

La tradizionale economia di vendita al dettaglio impone che i negozi abbiano solo i prodotti di massa, poiché lo spazio di esposizione è limitato. Ma i venditori online, (da Amazon ad iTunes) possono virtualmente immagazzinare tutto, e il numero dei prodotti di nicchia reperibili supera quello dei prodotti di massa di parecchi ordini di grandezza. In sostanza, anche se continuiamo ad essere ossessionati dagli hit, questi non rappresentano più la forza economica di un tempo, ma competono con un numero infinito di mercati di nicchia, di ogni dimensione e i consumatori sono sempre più favorevoli a quello con la maggiore scelta.

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venerdì 13 novembre 2015

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L'Importanza Della Link Popularity Per L'Impresa Online




La maggior parte dei motori di ricerca determina la rilevanza di un sito attraverso la sua popolarità su internet. Cosa significa? Prova ad andare su Google e digitare il nome del tuo sito. I risultati che vedrai saranno di coloro che avranno inserito il tuo link nelle loro pagine.

Più siti ci saranno che puntano al tuo e maggiori saranno le probabilità di ottenere un buon posizionamento. Ovviamente è necessario che il sito che punti al tuo sia presente nel motore ma anche importante che tale sito abbia rilevanza. E' possibile costruire una rete di link che ti faccia ottenere un buon ranking? Certamente.

Innanzitutto c'è da dire che ormai non funzionano più i cosiddetti network di scambio link. Chi vuole cimentarsi nella costruzione di un'efficace rete di link deve adottare delle strategie partendo dal proprio sito. Se avete solo qualche pagina e magari mal funzionante, scarsità di contenuti o siete privi di un dominio troverete difficoltà a trovare chi su internet inserisca il vostro link.

D'altra parte c'è da dire che ha poco senso essere nelle prime posizioni se non siete in grado di interessare e coinvolgere chi visita il vostro sito. Superato questo aspetto il passo successivo è quello di individuare partner con i quali stabilire uno scambio link. L'ideale è trovare siti complementari e non in concorrenza al vostro attraverso i motori di ricerca.

Digitando parole chiave per voi pertinenti farete una cernita di potenziali partner ai quali proporre lo scambio link o meglio di contenuti che abbiano un riferimento al vostro sito. Altro modo per aumentare la popolarità è quello di inviare comunicati a chi fa informazione nel vostro settore. Più le notizie che invierete saranno interessanti maggiore sarà il successo dell'operazione.

La link popularity è usata da google come fattore fondamentale nel PageRank, è l'arma più potente di tutti i motori di ricerca nell'arsenale di ranking dei siti indicizzati. Essenzialmente più siti hanno un link al tuo più i motori ti considerano importante e più possibilità hai di competere ai posti in testa ai risultati, e le tecniche di ottimizzazione on-page non garantiranno un posizionamento significante se non aiutati da un buon link popularity.

L'obiettivo dei motori di ricerca è quello di fornire ai loro utenti quei documenti che loro veramente cercano. E come fanno a distinguere tra la massa di pagine web disponibili on-line? Cercheranno quelle che la maggior parte dei siti con argomenti correlati propongono tramite i loro link.

Il posizionamento di un sito in base alla sua link popularity neutralizza gli effetti negativi prodotti dallo spam e dalla manipolazione dei fattori on-page. La popolarità di un sito è il numero totale dei altri siti che hanno un link verso di lui.

Ma questo valore è solo metà di quello che conta. La link analysis, o analisi della link popularity, è il numero totale di inbound link, qualitativi. Va quindi oltre al numero dei link, non è il totale assoluto che conta ma la loro qualità.

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lunedì 9 novembre 2015

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Strategie Per Guadagnare Online



Le 4 strategie:
  • Guadagnare con i VideoBlog di Nicchia.
    Grazie all’immenso archivio di Youtube è possibile creare VideoBlog incentrati su un solo argomento, andando a selezionare solo i migliori Video su quel determinato tema.
    Ad esempio, potresti raccogliere tutti i migliori Video di Snowboard e creare così un blog a tema dove, oltre a presentare i più bei numeri sulla tavola da snow (che magari puoi far votare e commentare dai tuoi utenti), pubblicizzi abbigliamento sportivo da neve attraverso Programmi di Affiliazione e monetizzi ulteriormente con AdSense.
  • Guadagnare con i Template per Blogger e con i Temi per WordPress.
    Questa tecnica consiste nel creare un Blog dove selezionare solo i migliori Template per Blogger e Temi per WordPress , magari suddivisi per categorie. Questo blog sarà poi monetizzabile con AdSense (o con altri contestual Pay per Click) e con Programmi di Affiliazione per rivendere Temi premium e Template.
    Se riuscirai a creare una raccolta davvero esclusiva di Template per Blogger e di Temi per WordPress vedrai che il buzz sui social network e il passaparola ti porteranno una gran numero di nuovi utenti .
  • Guadagnare segnalando risorse Web 2.0 gratuite
    Il Web 2.0 offre un infinita varietà di Strumenti, Tools, CMS, piattaforme, Immagini, Layout grafici, Icone...Raccogliendole, in modo ragionato e chiaro, in un network di Blog realizzato appositamente, sarai in grado di creare una risorsa molto utile (e quindi facilmente soggetta al fenomeno del Link Baiting) e monetizzabile attraverso AdSense (o con altri contestual Pay per Click) e con Programmi di Affiliazione.
  • Guadagnare con MySpace e Facebook
    Per questa tecnica ti segnalo 2 interessanti post dall’ottimo Nuovibusiness.com:
Tecnica base per Fare Soldi su Facebook e MySpace
MySpace Marketing come fare soldi e tanti amici
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fonte discussione: http://www.italianbloggers.it/

giovedì 5 novembre 2015

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Quali Sono i Link Migliori Per Aumentare il Page Rank?




Un buon link da altri siti, per far si che il tuo pagerank aumenti deve necessariamente: avere un buon pagerank il sito stesso che ci linka, il sito che ci linka allo stesso tempo deve essere costantemente aggiornato e gli argomenti trattati devono essere strettamente attinenti a quelli che tratti nel tuo blog, infine, nella pagina in cui è presente il tuo link, devono esserci pochissimi link, altrimenti l’azione viene vanificata a causa della confusione creata dal numero elevato di link presenti nella pagina.


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domenica 1 novembre 2015

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Come Indicizzarsi in Google



Indicizzare un sito web velocemente in Google è molto più semplice di quello che si possa immaginare. E allora….come procedere?
Una volta individuate le parole chiave del nostro blog o sito, eseguiamo per ciascuna di queste parole chiave una ricerca in Google e visitiamo ad uno ad uno i primi 10 siti web posizionati risultanti; sulla Google Toolbar verifichiamo il Page Rank di ciascuno di essi e quindi cerchiamo nel sito se è presente una pagina di links, meglio se collegata alla home page del sito che stiamo visitando.

Se la home page di un sito Web ha un Page Rank alto, di 6 o 7, ma anche di 5, in genere le pagine che sono ad essa collegate, come può essere una pagina di links, ha un valore di n-1 o n-2, dove n è il PageRank della pagina iniziale.Selezioniamo quindi una serie di siti che non sono nostri diretti concorrenti, e che hanno un valore di PR della pagina dei links più alto possibile.

Se dalle parole chiave che abbiamo selezionato ricaviamo per la maggior parte siti che sono nostri diretti concorrenti, un metodo può essere quello di fare ricerche con parole chiave corrispondenti in lingua inglese e viceversa per argomenti attinenti.
E' in questi siti che potremmo inoltrare una richiesta di scambio link con maggiori possibilità di successo.

Quando chiediamo lo scambio di links, curiamo anche l' "anchor text" ovvero il testo associato ad essi, inserendovi le parole chiave più importanti per il nostro sito. Utilizzando questo metodo, otterremo i seguenti vantaggi :



  • Un indicizzazione veloce, tipicamente in 48/72 ore, in quanto Google visita mediamente tutti giorni pagine con PR4 o PR5

  • 2) Maggiore considerazione di Google per il nuovo sito trovato ai fini del posizionamento, proprio perchè l'ha trovato da solo.

  • 3) Acquisizione di Link popularity e PageRank per i links che proverranno da siti con buoni valori di PR e soprattutto con argomenti attinenti al nostro.

Questa metodologia è comunque valida non solo per Google, ma anche per tutti gli altri motori di ricerca.
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Vai a: Posizionamento dei siti web on line: Per fare la differenza (parte 4)
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.::: l'angolo dei consigli :::.

StumbleUpon, ciao ciao noia!

Girando per le rete ho scoperto una semplice applicazione che ti farà salutare una volta per tutte la noia......



Posizionamento dei siti web on line. (parte 1)

E' possibile posizionarsi ai primi posti in Google?
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